Milano | Cordusio – Il palazzo Hines e il sottotetto discreto

Oggi ho letto, come cerco di fare ogni volta, la rubrica delle lettere inviate a Giangiacomo Schiavi, del Corriere della Sera.

A volte rimango perplesso da quanta superficialità corra un po’ ovunque; da come le informazioni siano fuorvianti a seconda di come viene vista una foto, ad esempio.

Proprio oggi, appunto sul Corriere della Sera mi è capitato di leggere la lettera inviata a Schiavi da parte di un lettore, il quale lamentava la scarsa attenzione per un presunto sopralzo sul palazzo di via Cordusio 2 (via e non piazza).

La lettera e la risposta la riportiamo qui di seguito:

Gentile Schiavi,
le scrivo poiche, passando da piazza Cordusio, ho appena scoperto come apparirà (secondo i rendering affissi) uno dei quattro grandi palazzi prospicienti la storica ellisse, nascosto sotto gli attuali ponteggi. Dopo l’intervento di Starbucks, piuttosto rispettoso almeno nell’estetica, in questo caso il palazzo di fronte subirà invece uno stravolgimento dell’attico, anzi della sua copertura, a due falde in coppi, come in tutti gli altri edifici attorno. Questa verrà rimpiazzato da un piano in più vetrato, ben sporgente in altezza dal colmo del tetto, avulso da ogni riferimento storico, architettonico, tipologico, stilistico. Domando: fatto certo che il Comune ha dato la concessione, la Sovrintendenza, sapendo quanto e attenta all’estetica e ai vincoli del Pgt ha approvato l’intervento? Mi sembra che negli ultimi tempi Milano, sull’euforia del trend positivo, abbia intrapreso scelte di rinnovamento e ristrutturazione preoccupanti, con molte licenze e pochi scrupoli.

Francesco Rossi.

Caro Rossi, trovo Milano più bella rispetto a ieri, la città , appare migliorata (anche se resta migliorabile).
Ciò non vuol dire che le trasformazioni in corso siano tutte da approvare. Giusto discutere e alzare lo sguardo fino ai tetti. Una volta c’erano i sopralzi e i piani in più che spuntavano dagli immobili dell’ingegner Ligresti. Anche oggi, in nome dellattrattività, molto è concesso. L’urbanista Lodo Meneghetti, sulla rivista Eddyburg, scrive di una città rovesciata, una citta sottosopra. C’è uno stile Milano. Che non è un veto ai grattacieli ma alle brutture. Come lei, domando: chi lo difende?

Giangiacomo Schiavi

Noi, forse più attenti e coinvolti in queste faccende, volevamo dire la nostra, non in difesa dell’immobiliare o degli architetti, ma per chiarezza.

Il palazzo di via Cordusio un tempo Sorgente, non aveva, purtroppo, un bel tetto a falda in cotto, ma un brutto sopralzo con strutture che mascheravano gli impianti tecnici (riscaldamento, condizionatori, ecc…) con dei “paravento” che abbiamo sempre trovato discutibili, come si vede dalle foto dello scorso anno che alleghiamo qui di seguito.

Forse per lungo tempo ci siamo abituati al brutto che neanche ci facciamo caso sino a quando questo non viene toccato.

A nostro parere il nuovo intervento per il palazzo del primissimo Novecento, secondo un progetto di Park Associati, nel massimo del rispetto cerca di aggiustare gli interventi realizzati nel corso degli anni passati, ripulendo il più possibile il palazzo da strutture invadenti. Logicamente il piano c’era già in parte e il cliente ha semplicemente chiesto di renderlo più bello e meno invadente.

Il sopralzo trasformato da Park Associati è in vetro trasparente, molto più discreto di quel catafalco che prima ornava il palazzo come una colbacco russo su una ballerina in tutù.

La preesistenza (di cui tutti si sono dimenticati) presentava un importante sopralzo molto evidente dalla piazza e sicuramente dequalificante per l’immobile, l’intervento di progetto rifunzionalizza e ridà valore all’ultimo piano che nel corso degli anni era stato stravolto da aggiunte continue.

Senza contare il fatto che l’edificio in oggetto era decisamente datato da un punto di vista dei consumi energetici sia dal punto di vista degli impianti che delle performance dell’involucro ed è stato completamente ristrutturato applicando le recenti normative in tema di consumi energetici; inoltre il progetto ha previsto di realizzare all’interrato la maggior parte degli elementi impiantistici notoriamente presenti su tutte le coperture degli edifici di Milano.

Insomma, il tema dei sopralzi in città è stato oggetto di molti articoli anche da parte nostra; talvolta è capitato che si intervenisse in maniera decisamente estrema su edifici che a nostro parere meritavano maggiore rispetto. Ma non è questo il caso e ci sembra giusto evidenziarlo.

Intanto attendiamo ancora di capire cosa accadrà a piazza Cordusio, per vedere finalmente questa piazza riqualificata a dovere, ripulita da orrendi orpelli inutili e disordinati, comprese le vetture parcheggiate nell’ellisse.

 

4 commenti su “Milano | Cordusio – Il palazzo Hines e il sottotetto discreto

  1. In effetti questa mattina leggendo assonnato il Corriere, mi son domandato anch’io perchè se la prendessero con quel palazzo, con tutte le stupidaggini presenti passate e future in tema di sopralzi che ci sono a Milano.

    Però se guardate attentamente le due immagini che son sul Corriere (solo sul cartaceo quindi non posso postarle), in effetti il nuovo sopralzo sembra una schifezza.
    Rispetto alle vostre foto si vede la sovrastruttura nera (sul Corriere) meno invasiva mentre il nuovo sopralzo al contrario è ben più impattante.

    Son però prospettive diverse quindi sarebbe divertente dal punto di vista fotografico dimostrare comparativamente chi ha più ragione!

    1. Lo so anch’io (solo che nel mio commento son stato più diplomatico di te…non che ci voglia molto 🙂 )

  2. Quindi per rispettare il progetto di origine la cosa migliore sarebbe rimuovere qualsiasi ssopralzo ora che è potenzialmente possibile. Perchè gli architetti devono sempre trovare una scusa per giustificare la modifica sulla modifica (,per quanto brutta possa essere) al posto di ripristinarre lo stato originale, come uno farebbe per un opera d’arte.
    Se la risposta è di natura economica posso capirlo, peró non giustificate tutto con il discorso estetico.

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