Milano | Porta Vercellina – Piazza Ambrosoli, basterebbe poco per migliorare

Se leggete il nostro blog, saprete benissimo quanto ci teniamo all’arredo urbano e all’ordine urbano. Uno dei nostri crucci che, prima o poi riusciremo a far realizzare, come è successo per piazza San Luigi che presto cambierà faccia, è la trasformazione di Piazza Giorgio Ambrosoli a Porta Vercellina nel Municipio 7, in slargo del catrame e delle lamiere in piazza vivibile e a misura d’uomo.

La piazza è stata disegnata sul finire dell’Ottocento, dove via Paolo Giovio, via Salutati, via Polibio, e via Cantoni si sono incrociate formando uno slargo formato da un rombo e un triangolo uniti.

La piazza non ha aiuole o verde e i larghi marciapiedi sono, specie alcuni, invasi dal parcheggio selvaggio impedendo anche la vivibilità ai pedoni. Anche nel triangolo formato da via Giovio e via Polibio, uno spiazzo triangolare abbastanza ampio, che viene perennemente utilizzato come parcheggio. Insomma, la solita situazione paradossale che è una costante a Milano in molte zone.

Qui di seguito alcune immagini che mostrano la sciatteria di questa piazza.

Qui sotto il “triangolo” formato dalle vie Giovio e Polibio utilizzato come luogo dove parcheggiare l’auto, compreso anche il marciapiede posto tra le due vie.

Noi abbiamo provato a ridisegnare la piazza, semplicemente allargando di poco i marciapiedi, creando un’aiuola-rotatoria centrale, un’altra aiuola al posto del “triangolo” utilizzato come luogo dove parcheggiare le auto e creato delle lingue verdi lungo i bordi dei marciapiedi dove pianta tre degli alberi. Ed ecco come con poco la piazza cambierebbe drasticamente. Un esempio di cosa intendiamo con aiuole e alberature poste a corona dell’incrocio, basterebbe spostarsi di poche centinaia di metri in via Elba, dove all’incrocio con via Pirandello anni fa il Comune arredò l’incrocio con aiuole, una rotonda e tanti alberelli.

Qui sotto l’esempio dell’incrocio di via Elba con via Pirandello.

Per il problema parcheggi, abbiamo pensato che, se anziché lasciare in zona, tutti quei marciapiedi così inutilmente larghi, come in via Salutati, via Cantoni o via Polibio, dove non ci sono negozi, si optasse per un loro restringimento di modo da realizzare su uno dei due lati un parcheggio a lisca di pesce, si otterrebbero più posti auto. Magari coinvolgendo anche altre vie della zona, dove i marciapiedi sono troppo larghi e spesso vengono comunque invasi dal parcheggio selvaggio. Noi crediamo che con un po’ d’ordine si otterrebbe un ambiente urbano molto più gradevole per chi abita in zona.

Qui di seguito invece alcuni esempi di marciapiede esageratamente largo in alcune vie della zona.

20 commenti su “Milano | Porta Vercellina – Piazza Ambrosoli, basterebbe poco per migliorare

  1. E pensare che questa giunta ha la faccia tosta di dire che non sa dove piantare gli alberi in centro…
    La piantumazione del centro città deve essere una priorità. Speriamo a settembre di vedere finalmente un piano completo di progetto e tempi di realizzazione. Lo spazio c’è in abbondanza… basti pensare alla circonvallazione interna… Volere è potere.

        1. Sei un disco rotto, cambia repertorio.

          E poi sentìr parlare di cialtroneria (“cialtronaggine” non esiste) da uno che non azzecca una riga in italiano “correggiuto” nemmeno sotto tortura è a dir poco patetico.”

          1. L itaGliano lo lasciamo a te e il ministro analfabeta Fedeli del PD con la tessera della CGIL, il peggio del peggio

          2. Trovo che Padano DOC abbia ragione prima di tutto nei contenuti e poi anche nella lingua italiana: “cialtronaggine” è una parola presente nel dizionario della lingua italiana, anche se gli amici di sinistra si ergono a difensori di tale idioma.
            E per finire: un plauso agli amici di UF per come trattano gli argomenti urbanistici di Milano. Suggerisco loro di tralasciare quelli su Roma: prima di tutto perché ai romani non frega un cannolo della loro città. Secondo perché non sono interessati al decoro urbano. Terzo perché Roma è tutto un degrado, tutto un luridume e tutto uno sfascio sociale e urbano.
            Saluti a tutti.

    1. Questo è un sito di dibattito su urbanistica ed architettura, in gran parte incentrato su Milano. Ognuno ha le sue idee politiche e certamente non le cambierà qui. Però per onestà intellettuale occorrerebbe riconoscere che la sinistra ed il PD di Renzi (che peraltro per alcuni è un partito di dx e comunque è molto vicino a Berlusconi) hanno preso una batosta storica in Italia, ma non a Milano, dove ormai resiste come la fortezza Bastiani. Forse perchè l’attuale Sindaco e gran parte della giunta ha ben ben altro carisma, la città è sugli scudi e la sua stella non sembra impallidire, nonostante una situazione nazionale a dir poco infausta. In ogni caso, benché certamente non sia tutto rose e fiori, Milano è ben amministrata e si notano gli sforzi per continuare a far meglio. Se non si vuole riconoscerlo vuol dire non guardare in faccia la realtà.

      1. Trovo davvero curioso il fatto che voi di sinsitra per criticare i vostri politici inetti (nel caso specifico Renzi) diciate che sono di destra vicini a Berlusconi quando invece sono esempio tipico della faziosità e dell’incapacità – oltre che della mancanza di idee – della sinistra.
        Detto ciò, voglio ricordare a te, caro Luca A, che tutto quanto sta avvenendo di positivo a Milano è il frutto delle decisioni e degli stanziamenti messi in campo da giunte di centrodestra (expo, M4, M5, Garibaldi Repubblica, City Life, nuova Darsena…). Non ho alcun problema a dire che Pisapia ha governato bene e senza ruberie, anche se le sue idee politiche sono opposte alle mie. Con Sala vedo un piccolo passo indietro, forse perché non ha a disposizione i soldi extra che erano stati stanziati con l’Expo.
        Il problema di Milano – che poi è comune a tante città italiane – è l’invasione della sciatteria delle “risorse africane”, che risorse non sono dato che solo nel 10% dei casi lavorano regolarmente.
        Quindi suggerisco ai sinistri (ma soprattutto ai loro politici) di lavorare meglio per Milano per evitare una batosta elettorale anche all’ombra della Madonnina.

  2. Nei rendering avete dimenticato i dissuasori… a meno che i cordoli marciapiede non siano alti per impedire la salita..

    Etc etc etc.
    Mi raccomando.
    Non cadete pure voi nella trappola di un design urbano NON anti squatting marciapiede.

    Ps.
    Cmq il problema delle mail utente nel form dei commenti non si è più verificato.
    Mi rimane la curiosità di sapere se avete trovato il motivo o la causa..
    Salut

  3. Tre anni fa noi residenti e commercianti della zona avevamo raccolto centinaia di firme subito presentate in Comune allo scopo di ottenere un riordino della piazza. Risultato : nessuna reazione.

    1. piadino non ha mai giocato con le tempere…

      giallo + verde fanno un colore tipo il verde pisello (che è per altro consistente con l’iconografia della Lega)

      Il marrone si ottiene con rosso+nero. E rosso, nero e marrone (quest’ultimo anche per motivi scatologici) non son mai stati tre gran bei colori nella storia politica 🙂

        1. Ti ricordo che i bimbiminkia salvini e di maio hanno meno titoli di studio della Fedeli… ma probabilmente più dei tuoi.

          1. Ahahah siete ridicoli, vivete nel vostro mondo immaginario, neppure sotto l evidenza matematica riuscite a stare zitti senza fare figure di merda…ahaha la fedeli e i suoi titoli immaginari….ahah
            Ahahahah

  4. Tappezzare di verde l’intera città non è solo questione di arredo urbano e decoro, è anche – e, se vogliamo, prima di tutto – una questione di sostenibilità ambientale e di salute pubblica. Se ne viene precisamente studiata qualità e disposizione, gli alberi sono infatti potenti sistemi di riduzione dell’inquinamento atmosferico (in particolare delle polveri), un buon supporto per mitigare l’inquinamento acustico e, d’estate, un ottima barriera per limitare l’effetto “isola di calore”. Di per sé, peraltro, la piantumazione normalmente non è neppure molto costosa, a fronte dei benefici. Ma a Milano ci scontriamo con un costo invece molto alto dovuto principalmente a un incredibile disordine delle infrastrutture del sottosuolo, in particolare delle reti di fibra ottica posate nel corso degli anni Novanta e Duemila. Si tratta di un intrico di cavi che va spostato ogni volta che si pianta un albero per consentire all’albero stesso di crescere ed evitare interruzioni del servizio causate da rottura dei cavi. E’ una ero peccato che non sia mai stato attuato un progetto concepito negli anni Ottanta per la progressiva costruzione nel sottosuolo di cunicoli capaci di ospitare le infrastrutture di tutti i servizi a rete, facilmente espandibili e ispezionatili (oggi per fare manutenzione o aggiungere capacità capita di dover aprire il marciapiede. Speriamo che, nonostante i costi senz’altro alti (che sono costi scaricati sul pubblico per non farli pagare agli operatori privati che hanno osato disordinatamente le loro infrastrutture) si possa procedere a un progressivo riordino consentendo finalmente di piantare alberi in ogni strada della città.

  5. Segnalo che proprio oggi si sta sperimentando a Milano una VERA ZONA 30.

    Se volete capire come è fatta con le persone che si riappropriano della strada andate fino al 13 maggio (domenica) in via Don Bosco…


    http://www.genitoriantismog.it/articoli/news/2018/05/trentami-zona-30-gente-contenta

    Pronti, partenza, via!!!

    Per quattro giorni, dal 10 al 13 maggio 2018, nell’area delle vie Don Bosco, via Scrivia, via Tagliamento e piazza San Luigi, si potranno toccare con mano i vantaggi della moderazione del traffico.
    TréntaMI: ZONA 30 gente contenta è la prima sperimentazione a Milano di ZONA 30 organizzata dalle associazioni Genitori Antismog e FIAB Ciclobby, con la consulenza dell’architetto ed urbanista Matteo Dondé e con il contributo dei residenti
    e cittadini. Un lavoro quindi “dal basso” che ha ricevuto il convinto appoggio e la partecipazione del Comune di Milano.

    Scopri il programma e partecipa anche tu!

    Cosa è una ZONA 30?
    ZONA 30 è un intervento urbanistico semplice, efficace e a basso costo, che migliora la convivenza tra tutti gli utenti della strada (automobili, pedoni, ciclisti…) e cambia il modo di viverla: non più solo asse viario ma uno spazio di relazione tra una pluralità di utenti e funzioni.

    Quali sono i vantaggi per i cittadini?
    con la velocità ridotta migliora la sicurezza di tutti: pedoni, ciclisti, automobilisti…
    l’aria migliora e il rumore si riduce, i bambini diventano più autonomi, i negozi di quartiere si valorizzano, si recupera spazio urbano e lo si riqualifica per altre funzioni per la vita di quartiere.

    Cosa significa moderazione del traffico?
    Non significa banalmente far andare più piano le auto, quanto invece affrontare il problema
    della qualità degli spazi pubblici urbani.

    ZONA 30 è uno strumento efficace per riqualificare lo spazio pubblico e incentivarne gli usi: con la trasformazione di una strada urbana in ZONA 30 aumentano gli spazi pedonali; migliora la convivialità sulla strada; la circolazione diventa più fluida e davanti alle vetrine dei negozi di quartiere sono “parcheggiate”… le persone!

    Perché abbiamo scelto questo quartiere per fare la sperimentazione?
    Perché è un quartiere vivo, pieno di persone, negozi, scuole, la chiesa con l’oratorio e circoli culturali….e perché siamo convinti che con meno auto possa tornare bellissimo!

    1. Le “zone 30” sono dele cazzate apocalittiche, buone solo per far godere la stupidità di quelli di sinistra come te. Infatti sono anacronistiche prima di tutto perché nessuno fa rispettare tali limiti (è una questione vecchia come il cucco), secondo perché è demente obbligare le auto a circolare a quella velocità. Che la circolazione diventi più fluida lo può dire solo un imbecille di sinistra, dato che se mai è vero il contrario. E basta un cervello normododato per capirlo. Vorrei capire poi in che modo – con le “zone 30”- aumentino gli spazi pedonali. Dov’è il nesso?
      Sentire infine che ci sono ancora dei trogloditi che dicono che “con meno auto tutto ritorna bellissimo” è veramente demoralizzante, quando le auto – belle o brutte che siano – sono stati uno dei volani che hanno traghettato l’economia Occidentale da arretrata a moderna. La cosa buffa, poi, è che i primi incoerenti a usare l’auto sono quelli che ne auspicano la scomparsa. Per gli altri, ovviamente. Non per sé stessi. Buffoni e perdenti!

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