Milano | Arexpo – Il Campus della Statale dove c’era l’Expo

Finalmente sono comparse le prime vere informazioni di come sarà il Campus Universitario della Statale che prenderà forma nell’area che fu di Expo 2015. Il progetto, dell’Architetto Carlo Ratti, prevede la realizzazione di ben cinque edifici di cinque piani (circa), ognuno con corte interna e rivestiti in mattoni rossi, elemento classico dell’architettura meneghina. L’idea è quella di riprodurre in maniera moderna l’edificio storico della Ca’ Granda in via Festa del Perdono, sede storica dal 1958. Un’ulteriore grande piazza si troverà proprio al centro del complesso che ruoterà attorno, anch’essa ispirata dall’antico ospedale. Insomma, un’infilata di chiostri dedicati a studio e svago vicino agli spazi didattici. Il complesso avrà anche delle zone “espositive” dove si potranno vedere i risultati delle ricerche effettuati nei laboratori, un’università aperta al pubblico, un living lab. Non ci saranno solo piazze ad altezza strada, ma anche terrazze sui tetti, connesse con ponti che diventeranno luoghi di studio e relax per gli studenti, con giardini pensili.

 

Questa è la proposta di Lendlease, il colosso australiano vincitore della gara per costruire sui terreni che hanno ospitato l’Esposizione 2015 e che si occuperà per 99 anni del relativo business.

Nella nuova area saranno trasferite le facoltà scientifiche oggi ospitate a Città Studi: Bioscienze, Chimica, Medicina, Matematica, Agraria, Scienze e politiche ambientali, Nutrizione, Fisica, Scienze della terra e Informatica.

Come si vede dalla cartina, l’area riservata al Campus della Statale è l’area in rosso nella mappa, il settore che si trova a nord del Decumano, tra l’Albero della Vita e l’ingresso di Rosario.

Così lo propone almeno Lendlease, il colosso australiano vincitore della gara per costruire sui terreni che hanno ospitato l’Esposizione 2015 e che si occuperà per 99 anni del relativo business.

Mentre l’ateneo entro l’estate dovrà decidere quale sia l’offerta più vantaggiosa, se affidare la realizzazione del campus a Lendlease o se procedere con un appalto.

Nei documenti riservati che il Corriere ha pubblicato, emergono per la prima volta i dettagli del progetto proposto dalla società e le condizioni che pone per co-finanziare l’opera; l’alternativa è percorrere la strada di un prestito della Banca europea per gli investimenti (Bei) e procedere con una gara tradizionale su ampia scala.

Il cronoprogramma proposto da Lendlease è di 36 mesi di lavori.

 

15 commenti su “Milano | Arexpo – Il Campus della Statale dove c’era l’Expo

  1. Meno male che questa volta non hanno vinto i no-tutto.

    Per una volta possiamo essere orgogliosi e siamo diventati noi italiani un benchmark per gli altri. In nessun’altra Expo precedente, NESSUNA, il quartiere è stato destinato a nuove funzioni così velocemente e in modo così organico e strutturato. A Siviglia e ad Hannover ci sono ancora i ruderi dopo 26 e 18 anni rispettivamente.

    In Italia abbiamo bisogno come il pane di incrementare l’innovazione e, soprattutto, il trasferimento fra ricerca e aziende. Da sempre i nostri cervelli sono l’unica vera risorsa naturale di cui disponiamo.

    Milano sta crescendo in modo esponenziale, ma purtroppo il resto del Paese non segue.

    1. Troppo euforia , ancora non è stato costruito nulla , quanti progetti finiti nel nulla ??? I finanziamenti dovranno arrivare dal governo lega-m5stelle , non dagli amici di sala

      1. Sei pesante e monotono e come tutti gli italioti medi devi per forza mettere ideologia dappertutto, anche nei maccheroni.

  2. A me piace il progetto anche se non mi sono mai piaciute le architetture nuove, oramai sono tutte uguali e l’unico elemento che differenzia questo progetto sono i mattoni. L’idea dei chiostri è semplice ma non scontata, potevano fare chissà quale porcata geometrica. Va detto che per arrivare all’area expo servono 5 euro di andata e ritorno, cosa che non piace a nessuno figuriamoci 40mila studenti. Poi bisogna vedere come se la caveranno quelli che arrivano da fuoricittà, se inizieranno a prendere l’auto, cosa che va scongiurata.

  3. Nella realtà, entro l’estate la Statale dovrà decidere se attivare una gara per una procedura in project financing – sfruttando la proposta della Società Lendlease – o ricorrere ad un normale appalto ricorrendo a finanziamenti europei.

  4. Tutto bello, però forse andrebbe considerato con più attenzione il tema dell’accesso: si sta immaginando di localizzare qualche decina di migliaia di studenti nell’area più lontana dalle stazioni, cioè ad almeno 1km dal trasporto pubblico di forza. Navette? Grandi camminate nel verde? Non mi pare un dettaglio.

  5. proprio non mi piacciono questi edifici a mattoncini con la struttura ad alveare, sembra un progetto pensato di fretta e che morirà come malpensa 2000 cioè nato vecchio, soprattutto conoscendo i tempi biblici che avrà la costruzione di un edificio a funzione pubblica, e che ha la scusante di avere comunque già una sede funzionante senza nessuna impellenza nello spostarsi da li. Sperem.

  6. nell’articolo c’è un’imprecisione:tra l’Albero della Vita e l’ingresso di Rosario.
    E’ ROSERIO …il vecchio capilinea dello storico tram 19 ..e non Rosario

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