Milano | Navigli – Concluso il restauro alla facciata della chiesa dei Navigli

 

Quasi irriconoscibile appare la facciata della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio dopo il restauro e la pulizia.

 

Irriconoscibile perché dopo più di cent’anni, crediamo sia stata la prima volta che la facciata subisce una pulizia e ora è stato messo in evidenza l’uso di mattoni con cromie differenti che mostrano le classiche decorazioni del primo Novecento, anni in cui venne realizzata la chiesa su progetto di Cesare Nava.
La facciata, come avevamo già visto in un articolo precedente, non venne mai completata e il tempo la aveva pesantemente ricoperta con una patina grigia che la faceva sembrare molto più antica e più cupa.

 

In precedenza i restauri avevano interessato, da prima il tiburio e il campanile (2003/2009) e la parte interna qualche anno fa.

La chiesa del primo Novecento che affaccia sul Naviglio Grande che possiamo ammirare oggi è in stile eclettico, vagamente liberty-medievale. Le colonne sono le stesse che oggi si trovano all’interno della Basilica romana di San Paolo Fuori le Mura a Roma.

Qui in precedenza vi era una chiesetta barocca dedicata alla Madonna delle Grazie che sostituiva a sua volta una più antica cappella realizzata nell’anno 1556, costruita per accogliere un’immagine della Madonna considerata miracolosa. Devastata da un incendio nel 1719, la chiesa barocca venne restaurata e nel 1849 venne elevata a parrocchia.
Alla fine dell’Ottocento la chiesetta risultava troppo piccola per accogliere i troppi fedeli che oramai affollavano la zona popolare dei Navigli, quindi si pensò alla costruzione di una nuova e più grande chiesa.

I lavori per la nuova chiesa iniziarono nel 1901 e vennero conclusi otto anni dopo. La chiesa fu consacrata il 1° Maggio 1909 dal Card. Ferrari.

Vedendo i restauri conclusi, che sono stati semplicemente di consolidamento e pulizia, ci fanno notare come la facciata sia ancora incompiuta e appaia come qualcosa di non definito. Noi speravamo in un intervento che completasse in qualche modo la parte lasciata a rustico, così come speravamo che anche le grandi finestre fossero finalmente aperte (da sempre sigillate da una muratura), con l’istallazione di belle vetrate colorate.

 

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