Milano | La città e il degrado: Aler vende i due quartieri peggiori

Aler, che gestisce le case popolari di Milano, ha deciso, a quanto pare, di risolvere il problema dei suoi due peggiori quartieri, via Bolla (al Gallaratese) e via Gola (ai Navigli), mettendoli in vendita e disfarsene per sempre.

Infatti questa soluzione ventilava da diverso tempo e a quanto pare siamo giunti al momento decisivo. I due quartieri sono così degradati e privi di controllo che Aler non riesce più a trovare una soluzione alternativa se non quella di svuotare gli stabili sia dagli abusivi (su 244 alloggi in via Bolla, 67 sono occupati, mentre in via Gola, su 290 appartamenti, 114 sono in mano agli abusivi) che da quelli regolari (che saranno ricollocati in altri stabili), per poi mettere sul mercato gli stabili che saranno riqualificati o trasformati dai nuovi proprietaria nuove residenze.

La situazione è incancrenita da troppi anni e al momento non ci sono le risorse economiche e le condizioni “politiche” (come afferma Aler) per riportare il giusto decoro, delle regole civili e una corretta gestione all’interno di questi palazzi: dunque, l’unica soluzione resta la dismissione.

Che sia giunto il momento per risolvere due dei peggiori insediamenti abitativi a Milano, smembrando questa “mala” che da anni è sulla cronaca dei giornali con i peggiori eventi malavitosi di ogni tipo.

15 commenti su “Milano | La città e il degrado: Aler vende i due quartieri peggiori

  1. non credo che un gruppo di meno di 300 appartamenti possa essere definito un quartiere. la parola insediamento (anch’essa usata nel testo) mi pare più idonea

  2. E’ interessante…ma non ho capito le famiglie non abusive, stante la penuria di alloggi popolari, dove le mettono…

    1. Magari Aler inizia a ristrutturare gli altri appartamenti, così anzichè lasciarli vuoti e preda degli abusivi, finalemente li assegnano a chi ne ha necessità e diritto.

  3. certo che se io fossi un abitante “regolare” di quel quartiere sarei arrabbiato: prima lo lasciano degradare facendomi vivere nel devasto e poi lo vendono e mi mandan chissa’ dove…
    in ogni caso chi si compra quelle case fa un affare: demolite o risistemate e ripulite sono in una ottima posizione.

    1. Le case Aler sono gestite dalla regione… ecco i risultati. Lega (ex nord) e berlusca, VERGOGNA!
      E andate a vedere come sono stati gestiti i soldi di aler dalla regione prima di commentare.
      Le case gestite dal comune (no lega), non sono nello stato pietoso di quelle aler.

    2. Ehm… aler Lombardia.
      Uguale Regione.
      Uguale lega Nord e forza Italia da 15 anni.
      Uguale appartamenti regalati ad amici degli amici.
      Uguale la più grande azienda di edilizia pubblica che dichiara fallimento.

      Ottimi risultati gestionali.
      Sala qui non c’entra proprio nulla.

      Le case del comune di Milano oggi sono gestite da MM.
      Informarsi prima di andare al bar a fare comizi

    3. Le case popolari comunali son gestite un pochino meglio di quelle ALER da sempre, anche prima che il Comune passasse la gestione a MM 3 anni fa. Anche perchè ALER è l’erede del calderone IACP mentre il Comune no.

      Il Giambellino (Comunale) fa comunque abbastanza schifo come Via Gola (ALER). Nel primo caso si è deciso di spendere molti soldi per risistemarle, nel secondo caso si va per la vendita (e quindi trasformazione totale).
      Sarà interessante fra 15 anni valutare quale scelta abbia pagato di più come risorse generate, risorse assorbite, esito finale per il quartiere ed anche costi sociali. In linea teorica io vedo pro e contro in entrambe le soluzioni.

      1. in realtà anche Giambellino è ALER, ma li stan lavorando insieme Comune, Regione e Aler (e con fondi europei) per investirci, in Via Gola no.

  4. Perchè,
    1) come scrive ALER nel bilancio preventivo: “non ci sono le condizioni politiche” (leggi: ad ogni singolo sgombero guerriglia da parte dei cd. “centri sociali”, anarchici, sinistra estrema ecc. ecc.. Figuriamoci cosa accadrebbe per sgomberi di massa);
    2) occorrerebbe poi affrontare il problema politico (e per la Lega assai delicato) di decidere dove vanno gli irregolari. Ci sono anche famiglie con bambini e non è possibile lasciarle in strada. I centri di accoglienza comunali sono già in emergenza, e comunque si occupano di situazioni provvisorie, non definitive. Meglio lasciare la patata bollente ad un privato … che la riverserà sull’amministrazione comunale … che appunto è di sx. D’altra parte ALER ha sollevato il problema: non volete politicamente farvi carico del problema, non possiamo farlo noi e la vostra indecisione ci porta buchi in bilancio. A questo punto passiamo la mano …

  5. Il problema è chiaramente del comune che non è in grado di gestire i centri sociali che sono schierati dalla loro parte politica e non vogliono andarci contro.
    E’ chiaro che la sinistra ha sempre gestito le cose così, lasciando fare ai prepotenti è questo il problema dell’italia.
    La sinistra creare regole per i furbi e i prepotenti che creano problemi agli onesti e questo modalità abbiamo capito tutti che ci sta portando nel baratro.
    Caro amico WF Berlusca non c’entra proprio nulla lo so che ti sta sul cazzo come sta sul cazzo a me Maran.
    Ma non parlare a vanvera come gli altri.
    I centri sociali non autorizzati e le case occupate sono sempre la testimonianza che le amministrazioni non sanno risolvere i bisogni dei cittadini è un evidente fallimento delle nostre amministrazioni, non è una cosa positiva.
    Chi si schiera con gli abusivi difende l’illegalità.
    Quindi il problema è delle nostre amministrazioni in generale e quindi della nostra politica nazionale è la giustizia.
    Non ha il pugno duro con i delinquenti ma ce l’ha nei confronti dei cittadini che hanno i soldi e sono da spennare così chi non vuole fare niente nella vita può continuare a non fare un nulla.
    Spero che verranno vendute in questo modo i nostri prefetti (inutili) dovranno per forza gestire la questione con le forze dell’ordine il comune e tutti gli enti che devono risolvere questi problemi e che hanno sempre cercato di nascondere il problema sotto il tappeto

    1. Prima dei centri socilai l’ALer ha ilproblema di buttare fuori la ndrangheta dalla struttura di gestione. e lo sai anceh tu perchè leggi i giornali…

    2. Scusami Adriano ma come fai a dire che è stata la gestione sinistra a mandare in malora L’ALER se sono oltre 20 anni ceh la sinistra non ha governato nè Regione nè l’Aler stessa…??
      E l’Aler è un feudo fortissimo della lega da circa 10 anni…

      E come fai a dire che la sinistra non butta fuori gli abusivi se solo sotto le giunte Pisapia sono crollate le occupazioni abusive delle case popolari??

      Mi sembrano discorsi generici conotro la sinistra sempre e comunque e a difesa sempre e comunque di lega e destra…

      Chiedi invece ai tuoi referenti di licenziare parecchi dirigenti dentro ALER lombardia e di riformare la pessima gestione piena di scandali e abusi… se vuoi il bene di milano (della lomabrdia) e alla fine del tuo stesso partito..

      Non buttare la palla in tribuna ceh non serve a nulla una difesa d’ufficio.
      Siamo tutti poi vittime di chi vende le case sottobanco..
      O non gestisce bene i beni comuni..

  6. AGGIORNAMENTI

    Case popolari, Rabaiotti: “103 milioni per l’obiettivo zero case vuote”Case popolari di Milano, 550 sgomberi nell’ultimo triennio. L’assessore Gabriele Rabaiotti: 103 milioni per recuperare 3200 alloggi sfitti

    Gabriele Rabaiotti

    Case popolari di Milano: 103 milioni per recuperare 3200 alloggi sfitti

    Case popolari del Comune di Milano: l’assessore Gabriele Rabaiotti ha fatto il punto davanti alla commissione Casa di Palazzo Marino. Nell’ultimo triennio le occupazioni risultano essere state 27, a fronte di ben 550 sgomberi. Le case occupate sono così al momento 1181, mentre nel 2015 erano 1762. L’Amministrazione, assieme ad MM che gestisce gli immobili, punta a raggiungere l’obiettivo “zero case vuote”. Come? Investendo in quattro anni 103 milioni di euro per recuperare circa 3200 alloggi attualmente sfitti. Già quasi un migliaio saranno recuperati e riassegnati entro il 2018. “C’è bisogno – ha commentat l’assessore – di una sponda politica regionale e nazionale, altrimenti ogni anno non si possono mettere risorse straordinarie per il recupero dello sfitto”. La morosità incide oggi per 126 milioni di euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.