Milano | Tre Torri – Intitolate a due donne le nuove vie a CityLife

Da oggi si chiamano via Anna Maria Ortese e Galleria Anna Castelli Ferrieri i tratti viari che si snodano all’interno del nuovo distretto commerciale urbano CityLife Shopping District.

La cerimonia di intitolazione si è svolta alla presenza dell’assessore alla Cultura Filippo del Corno.

Ad Anna Maria Ortese, scrittrice, ritenuta una delle più grandi del XX secolo, insignita dei Premi Strega e Viareggio, è stata intitolata la via di ingresso da Largo Domodossola.

Nata a Roma il 13 giugno 1914 e deceduta a Rapallo il 9 marzo 1998, ha iniziato a lavorare come correttrice di bozze a “Il Gazzettino” ed in seguito come collaboratrice al “Corriere della Sera”, a “Il Mattino” e a “Il Messaggero”. Scrisse saggi, racconti e romanzi tra cui ‘Il silenzio della ragione’, ‘Il porto di Toledo’ e ‘Il mare non bagna Napoli’. Molte delle sue opere sono ambientate a Napoli, città da lei ritenuta quasi magica, dove trascorse gran parte della propria vita.

Ad Anna Castelli Ferrieri, grande designer e architetto italiana, è stata intitolata la Galleria Commerciale open-air progettata dall’Arch. Mauro Galantino.

Nata a Milano il 6 agosto 1918 e deceduta a Milano il 22 giugno del 2006, ha compiuto gli studi universitari al Politecnico di Milano. È stata Art Director dell’azienda Kartell tra gli anni ’70 e ’80 e si è distinta come protagonista nella pianificazione industriale, nell’architettura e del design. La sua lunga attività professionale e l’impegno culturale l’hanno portata a ricoprire cariche di prestigio – tra le quali la presidenza dell’ADI e la docenza universitaria in Italia e all’estero-, e a divenire una figura di riferimento per tutto il mondo della progettazione. Al suo lavoro sono state dedicate diverse mostre e pubblicazioni e i suoi progetti sono esposti nei più importanti musei del mondo, tra cui il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.

In occasione della cerimonia della Galleria è stata allestita un’esposizione fotografica, visitabile per tutto il mese di dicembre, che racconta la storia di Anna Castelli Ferrieri attraverso le immagini di alcune delle sue opere più iconografiche.

7 commenti su “Milano | Tre Torri – Intitolate a due donne le nuove vie a CityLife

  1. Ottima iniziativa !
    Circa le polemiche sul centro commerciale, tutti a lodare i negozietti sotto casa, la cartoleria e la libreria (ma qualcuno legge ancora giornali e libri su carta ??!) poi vorrei vedere dove vanno a fare gli acquisti !

    1. A parte le tue castronerie sulle edicole io leggo libri ancora in carta, è un problema ? 😛
      Comunque il carrefour è stato pensato davvero male, è piccolo, angusto, privo di senso e con solo 4 casse Servite, e credo 2/4 self ( senza pssibilita’ tra l altro di ricavarne altre) . Un inferno sabato , c era la coda alle casse che si snodava per tutto il locale .

  2. Più progetti come City Life e Porta Nuova per favore. Adesso tocca agli ex scali ferroviari! Milano è bella quando sa fare e quando si mette in gioco. Si rinnova e si modernizza. Io sono stato al cc la domenica scorsa. Che dire… ottimo pezzo di città moderne. Senza macchine!!! A Milano!!!

  3. non amo i centri commerciali, ma devo dire che questo è piacevole e soprattutto utile a modernizzare e riqualificare tutta la zona che speriamo piano piano si sistemi un po’….in primis CORSO SEMPIONE!!!!!!

  4. Non ho avuto il piacere di conoscere Anna Castelli Ferrieri. Personalmente temo sarebbe imbarazzata di vedersi intitolata quella galleria commerciale, non per l’edificio, ma per la sua modesta qualità compositiva e costruttiva.

    Se della parte Hadid spicca il contrasto tra eccellenza del progetto e imbarazzante qualità degli allestimenti (i banchi dei bar centrali del piano inferiore sono un insulto all’arte della falegnameria), la galleria commerciale open air è davvero non all’altezza del complesso CityLife. Cito solo la discutibile gestione progettuale del dislivello tra il livello strada e piazza Tre Torri con l’accumulo di rampe, scale mobili e ascensori in spazi troppo ristretti, e l’infelice scelta di dotare i negozi di serramenti che si aprono in faccia a potenziali clienti e passanti. Per non parlare della composizione a vetrata continua, forse gradevole sulla carta, ma in contrasto con l’esigenza per i negozi di rendersi “leggibili” al cliente.
    Una vera occasione sprecata, per non usare termini più caustici.

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