Milano | Centri commerciali: ma non sono un po’ troppi ora?

Cascina Merlata
MilanoSesto a Sesto San Giovanni

Per carità, non vogliamo demonizzare i centri commerciali, ma forse attorno a Milano ne stanno sorgendo veramente troppi a nostro avviso.

Oltre alle centinaia già presenti, sono in progetto ben 4 da qui ai prossimi tre anni. Sono: CityLife, Cascina Merlata, Westfield Milan e il progetto Concordia nell’area Ex-Falck di Sesto San Giovanni.

I nostri dubbi non riguardano la qualità dei centri per lo shopping nè dell’offerta commerciale che proporranno agli utenti, solo pensiamo che così tanti centri commerciali svuoteranno sempre più le nostre vie cittadine e favoriranno maggiormente gli spostamenti di massa con autovetture. Anche perché si parla sempre e più spesso di centri commerciali più grandi a loro volta del più grande già realizzato.

Forse ci vorrebbe una tregua su questo tema, altrimenti si rischia di creare nuove cattedrali, specie quelle esterne all’area urbana, nel deserto.

Ecco i rendering disponibili online del progetto per Cascina Merlata in fase di realizzazione.
Sarà il centro commerciale più grande di Milano (costruito all’interno dei confini comunali) e vedrà un investimento di 200 milioni di euro.
I lavori inizieranno a breve, con la costruzione vera e proprio nei primi mesi del 2018, e l’inaugurazione fissata entro il 2020.

 

Un altro grande progetto in corso di realizzazione è quello di Milanosesto, ovvero la riqualificazione dell’ex area Falck.

Si tratta di un progetto enorme, sia a livello di superficie che di investimento, in quanto si parla di circa 4/5 miliardi di euro totali di investimento.

Il primo intervento a partire sarà quello della Città della Ricerca e della Salute, un investimento di circa 400 milioni, con l’obiettivo di ospitare anche un’università specialistica nelle aree adiacenti. Il progetto architettonico è di Mario Cucinella, su masterplan di Renzo Piano.

L’edilizia privata sarà divisa in due aree, una confinante con il nuovo ospedale, mentre l’altra collegata al nuovo centro commerciale. La prima sarà progettata dallo studio di architettura Tectoo Architects, che sta progettando anche le due scuole Concordia e Treno Laminatoio, mentre la seconda dallo studio Echo Architecture, compreso il nuovo centro commerciale.

Tra queste due aree verranno costruite 5 torri, alte dagli 80 ai 110 metri circa, non si sa ancora ad opera di quali studi di architettura.

Renzo Piano, che ha rinunciato alla progettazione dell’area, si occuperà comunque della nuova stazione a ponte, e la nuova piazza antistante, che collegherà la stazione di Sesto all’area e a sua volta è allo studio per la mobilità interna del sito con un mezzo simile ad un peoplemover.

Info Drew.

Questo invece è il centro commerciale in programma a Cinisello Balsamo-Bettola (Auchan), un po’ stucchevole a dire il vero.

 

Westfield di Segrate

50 commenti su “Milano | Centri commerciali: ma non sono un po’ troppi ora?

    1. Complimenti, offendere la clientela di Cinisello (nel quadrilatero, invece, di tamarri ce ne sono pochi…) mi sembra una valutazione estetica, architettonica e urbanistica molto impegnativa

        1. Io non abito a Cinisello…è la presunzione fuori luogo che disturba…da gente che, poi, probabilmente abita a Milano in c**o al mondo…o che, pur abitando in centro (dubito), è solo “tamarra” e ignorante, incapace di un’analisi degna di questo blog

          1. Ma quale presunzione. Io, a differenza tua, conosco quella zona e quando quel posto era aperto ho visto chi ci girava. La distanza non c’entra niente, chi ha parlato di distanza da Milano? Ci sono posti frequentati da gente con dei gusti un po’ così e non c’è niente di offensivo nel dirlo. Tu anziché preoccuparti di dare i voti agli altri scrivi qualcosa di interessante, per il momento il tuo contributo è stato pari a zero.

          2. Dire che un edificio è antiestetico, superato o fuori contesto non implica necessariamente dei giudizi (pregiudizi) negativi sulle persone che, per necessità o per comodità, frequentano determinati posti.
            L’equazione posto figo=gente figa e posto sfigato=gente sfigata mi sembra troppo semplicistica, oltre che fuori luogo.
            Credo che sia improprio usare questo blog per fare gli splendidi, a danno degli altri: il cattivo gusto e l’inciviltà (anche di chi scrive) sono variabili indipendenti dai luoghi di residenza o di frequentazione.
            Marco, grazie per i tuoi contributi illuminanti…

          3. Nessuno ha detto che “necessariamente” lo implica. Sulla clientela non ho “pregiudizi” avendola vista con i miei occhi al contrario di te. E ripeto che si adatta perfettamente a quell’edificio di pessimo gusto. Ovviamente sono giudizi personali.
            Non ringraziarmi caro anonimo se non comprendi neanche quello che leggi e proprio per questa ragione è inutile discutere oltre.

          4. In effetti il concetto era troppo complicato da comprendere (cito testualmente il Sommo: “stile maranza per una clientela di tamarri”).
            Certo, li hai visti solo tu (stile incontri ravvicinati del terzo tipo) e li hai controllati uno per uno.
            Poveri clienti di Cinisello…prima gli si fa l’esame corporale, poi li si prende un po’ per il c**o e, a fine trattamento, si concede loro il beneficio del “giudizio personale”: meno male, pensavo fossero annotati sulla loro carta d’identità (sotto la dicitura “segni particolar”i: TAMARRO).

  1. Come Milanese, oltre che dei Centri Commerciali nell’hinterland sono preoccupato della desertificazione commerciale di tante zone di Milano: ad esempio se abiti sui Navigli (ma non è l’unico caso) non ci sono più negozi di vicinato e devi andare per forza all’Esselunga.

    Anche se le licenze sono libere, il Comune dovrebbe difendere di più il tessuto commerciale della città prima che sia troppo tardi.

  2. Capisco l’aumento demografico….ma non pensò che da qui a 4/5anni la popolazione di Milano e hinterland aumenterà di 1 milione!!!forse si sta un pochino esagerando! È anche vero che per tanti che apriranno molti ne chiuderanno (di quelli già esistenti)o hanno già chiuso (vedi auchan di cinisello)…il Vulcano per esempio non lo vedo bene,è praticamente di fronte la ex falco!
    Per non parlare del carreffour di lambiate…Arese ha spazzato tutto!
    Vabboh vedremo sta guerra di shopping come finirá

  3. Con il consumare suolo (e poi continuano a parlare di “food”.. Che oggi come oggi l’Italia non è indipendente per produzione!!! … Mai poi per cosa?? De centri commerciali!! Facessero fabbriche!), togliere vitalità, sicurezza e umanità alle città/cittadine

  4. Personalmente non vado nei centri commerciali e penso che Milano abbia abbastanza negozi per soddisfare qualsiasi esigenza di chi abita in città. Discorso diverso per chi abita in un paese vicino a questi megacentri. In linea generale li trovo tristi, ma è una mia visione. Sicuramente non agevolano la crescita commerciale (e non solo) dei quartieri. Romero docet.

    1. Sono d’accordo con te. Anche a me in linea di principio non piacciono. Sono dei “non luoghi”.
      Però almeno questi sembrano di “alto livello”, tipo il westfield e melata.

      Invece quello alla ex Falck lo trovo molto interessante, proprio perché non ha il concetto di centro commerciale classico. È una specie di quartiere di negozi integrato nel progetto di Piano.

    2. Solo su una cosa faccio un appunto…
      Riescia trovarmi un solo supermercato city user in zona Duomo?
      PECK non vale come risposta. (non dico gioiellerie)..

      Detto questo rispondo sotto sul vero motivo per cui la gente preferisce fare spesa nei grandi centri commerciali..
      😀

      1. Simply in Cesare Correnti, Simply in Via Circo, Carrefour in Piazza Santo Stefano. Carrefour in Piazza San Marco, Carrefour in Via San Vito (e un sacco di altri che su due piedi non mi vengono in mente)…chiaro che non c’è l’Ipercoop, ma in Gae Aulenti c’è pur sempre Esselunga

  5. apete perchè la gente preferisce fare spesa negli outlet o grandi centri commerciali?
    E perchè essi spesso sono fatti a immagine e somiglianza della “città ideale”?

    PERCHE’ la città ideale, che a evamo, la abbiamo riempita di puzza, rumore, smog, velocità, incidenti…
    Mentre i centri cehe sono invasi dalle auto si svuotano le persone si riversa in oasi di pace (artificiale) dove può passeggiare in viali (ricostruiti) senza rumore di automobili, in pace e serenità (perlomeno maggiore del clacson in doppi fila in Buenos Aires)…

    Il successo dei centri commerciali è il fallimento dei centri REALI veri della città.Bisognerebbe chiedere di RI-trasformare Milano in una città IDEALE adatta all’UOMO. se si vuole vendere merce e evitare che i negozi chiudano e la gnete cerchi pace dentro uno scatolone artificiale che scimmiotta le piazze del passato…

    Conclusioni?

    1. La famiglia media con due figli, le centinaia di migliaia di persone di mezza età e pressappoco chiunque altro (salvo qualche 20/30enne di belle speranze e noi frequentatori di UB) la spesa e lo shopping lo fanno in auto e quindi vanno dove l’auto si può parcheggiare? 🙂 🙂

    2. Su questo aspetto non mi ci ero mai soffermato wf e, probabimente, hai ragione.
      Personalmente li ho sempre considerati come la terra promessa dei popoli in cerca del 40% di sconto sul prezzo outlet che è più basso del 40% del prezzo di listino.
      E se ti vanno bene anche taglie “non proprio come la tua”, ti esce fuori un altro 60% di sconto e ti senti come se avessero depenalizzato la rapina. E lo puoi fare in modo seriale !!!!!

    3. La tua tesi è tutt’altro che campata in aria.
      Però ,se così fosse, significherebbe che non è un problema solo italiano o milanese, che il modello di città ha fallito in tutto il mondo, dato che i Mall sono dappertutto e da ben prima che in Italia.

      1. Non è che il modello di città ha fallito. Semplicemente la città europea non è adatta al concetto di commercio moderno, di impronta statunitense.

      2. Infatti è un problema non solo milanese MA le città che riescono a contrastarlo sono quelle che hanno mantenuto piacevole la passeggiata in centro per i motivi suddetti.

        E questo è valido soprattutto sabato e domenica quando la,famiglia cerca svago e piacere nel passeggiare..
        ??

  6. La verità è che la colpa della desertificazione dei centri cittadini è delle amministrazioni comunali. Tra zone ztl, mancanza di parcheggi o presenza di parcheggi a pagamento, mancanza di bagni pubblici e sporcizia diffusa, i centri commerciali sono una risposta gradita dal cittadino medio. Quando il costo di un parcheggio equivale, fatte le debite proporzioni, ad un appartamento in via Montenapoleone, è chiaro che il comune si arricchisce ed il commercio muore. I centri commerciali sono mediamente squallidi, ma di una comodità indiscutibile. Già la presenza di servizi igienici puliti ed efficienti è un fattore vincente. Occorre chiedersi per quale motivo le pubbliche amministrazioni non ritengono opportuno offrire bagni pubblici efficienti, soprattutto nelle zone ad alto afflusso turistico. Da gran vigliacchi delegano questo obbligo ai pubblici esercizi. Nei centri commerciali non vieni molestato da mendicanti e venditori di cianfrusaglie. Stai al caldo d’inverno ed al fresco d’estate. Hai i bagni a disposizione. Puoi mangiare a prezzi onesti. Hai i parcheggi gratuiti e comodi.
    Comunque l’e commerce darà forti batoste anche ai centri commerciali.

    1. “Colpa”, l’hanno fatto apposta per direzionare i clienti verso i centri commerciali e anche avvantaggiare l’ecommerce. Strisce blu, area c, piste ciclabili blocca traffico, multe, mancanza di parcheggi, molestatori, riapertura dei navigli, cantieri fatti apposta per creare disagi, fanno tutti parte di una strategia per far chiudere i piccoli negozi e direzionare i clienti verso i centri commerciali e anche avvantaggiare l’ecommerce. Di sicuro con la grande diminuzione di tutti i negozi c’è da chiedersi dove i mortxccioni dello stato bizantinoide andranno in futuro ad accxttonare i soldi che oggi fregxno vessando i piccoli negozi e i loro clienti. Un piccolo esempio, un cliente che va in macchina a un negozio consuma molto più carburante, quindi accise, perchè deve girare 10/20 minuti per trovare parcheggio e poi deve pagare le strisce blu e magari si becca anche la multa, mentre uno che va al centro commerciale non paga il parcheggio e lo trova subito quindi con basso consumo di carburante e niente multe. Certamente in futuro ci sarà un duello tra l’ecommerce e i centri commerciali, infatti i lamenti che cominciano a uscire sui giornali per i troppi centri commerciali non sono certo per difendere i piccoli negozi che nel palazzo non contano nulla, ma perchè si vede che le lobby dell’ecommerce hanno cominciato a fare lobbying contro i grandi centri commerciali.

      1. Amazon però sta aprendo negozi “fisici” in giro per il mondo…

        Certo che se non si fa qualcosa per bilanciare il mix dei negozi e anche la tipologia di clienti, il centro città si trasformerà in una gigantesca trappola per turisti e/o posto per movida mordi e fuggi (tipo Darsena e Navigli).

        1. Certe zone e vie della città dovrebbero essere gestite come centri commerciali. Per es. Corso Buenos Aires ci vorrebbe una società vera e propria, o del Comune per es. una municipalizzata o una società che già gestisce centri commerciali o miste comune/privato, cui si da in gestione tutta la via. Questo consentirebbe anche alle società finanziarie o che gestiscono centri commerciali di gestire le grandi vie della città, in modo che poi non debbano fare lobbying per danneggiare i piccoli negozi in città per poi costruire grandi centri commerciali fuori città, perchè a quel punto i piccoli negozi farebbero parte del franchising della società di gestione della via. Per quanto riguarda gestione della via intendo tutto, dalla viabilità all’arredo urbano, alla sicurezza, alla promozione, alla realizzazione di parcheggi sotterranei al servizio di tutti i negozi ecc. Anzichè spendere 50 milioni per costruire un nuovo centro commerciale, li dai al comune per gestire un’intera via della città.

  7. @ Carlo

    Forse ci sono motivazioni diverse a seconda del luogo.

    Immagino l’esempio americano e, in particolare, la situazione di San Diego.
    La città ha pochissimi negozi (alcuni mall e qualche negozio in centro e nelle spiaggie, ma veramente poco) e non ha sostanzialmente problemi di traffico.
    Le zone residenziali non hanno negozi. Tutti gli abitanti se non sono al lavoro o in spiaggia sono tutti nei mall di SDO oppure in quelli che si trovano nei pressi dei piccoli paesi vicini (Oceanside, Encinitas, etc).

    Nel caso sopra descritto direi che è la (voluta) carenza di negozi nei quartieri che porta il flusso di persone nei centri commerciali. A Milano la situaizone è diversa.

    1. @Lorezo Lamas
      Sinceramente non conosco bene la situazione di San Diego ma io mi riferivo soprattutto a Paesi più simili a noi, che hanno da sempre negozi in centro, e pure in quelli da anni c’è una proliferazione di centri commerciali. Vedi UK, Germania, Spagna, Francia.

  8. Piazza gae aulenti conferma che se fai un luogo separato dallo stress e dalle auto questo attira gente e diventa Piazza. Agorà. Forza centripeta attrattiva.

  9. Il boom anche della darsena dopo aver allontanato le auto dalla piazza.
    Oltre le vendite intendo proprio antropologico di persone.
    Si riversano verso luoghi protetti dalle auto.

  10. Tra tanti apprezzabili (o meno) punti di vista, i nuovi centri commerciali potranno certamente essere utili per rinfrescarsi d’estate e riscaldarsi d’inverno… Da una valutazione ironica potrebbe nascere qualche spunto per rendere effettivamente più attrattivi e vivibili questi spazi. Penso per esempio a veri e propri parchi climatizzati, visto che, di questo passo, al posto dei prati potremmo avere le dune di sabbia…

  11. @Wf anch’io ho sempre pensato la stessa cosa. Basta eliminare le auto e una via anche bruttina (Corso Garibaldi o Via Sarpi per esempio) si trasforma con nuovi negozi, attività, bar e locali. Purtroppo per far contenti pochi ostinati irriducibili dell’automobile ci dobbiamo tenere una città da cui vuoi costantemente scappare, per rifugiarti in luoghi asettici ma “sicuri”, dove i bambini non finiscono sotto le auto e non c’è il costante e martellante fragore di moto, motorini e clacson.

      1. C’è anche gente che ci va perchè è facile parcheggiare e non c’è la gentaglia e la sporcizia Milanese in giro.
        Ma credo siano un’infima minoranza…

          1. Non credo ci possa essere la rissa perchè gli infimi son tutti al Centro Commerciale mentre la gentaglia non ci può andare perchè li c’è la Security dappertutto che protegge.

            Ci scherzo, ma in parte è vero (nel senso che c’è chi la pensa così),e sembra che copiamo sempre il peggio degli USA e con 30 anni di ritardo.

  12. Parliamoci chiaro: fare la spesa in centro, per quanto concerne gli alimentari, è carissimo. Ecco la necessità di utilizzare i supermercati. Ma al supermercato non si va tutti i giorni, e quindi si fa la spesa “grande”. Andare in giro con i mezzi pubblici carichi di borse e confezioni di acqua minerale non mi pare tanto comodo. La conseguenza è che si utilizza la macchina, e naturalmente si va laddove è facile trovare parcheggio. Oggi il parcheggio è il bene più desiderato, soprattutto se gratuito. In centro si può andare con i mezzi pubblici, per la semplice ragione che si va per passeggiare. Si guardano le vetrine e, al massimo, si acquista qualcosina.

    1. Questo capita solo perché i supermercati in zona Duomo sono stati fatti fuggire.

      In Svizzera, Germania, e Francia nei centrissimi cittadini ci sono parecchi medi supermercati. E la tipologia di spesa del cittadino è quella di fare una sola busta di spesa al giorno, proprio quando tornando a casa a piedi si ferma per comprare il latte.

      Noi o abbiamo il market Micro dello zonzo oppure i mega esselunga.

      E un fatto anche questo di urbanistica, logistica e anche come ha detto qualcun altro di mix merceologico (e secondo me pure spocchia culturale nel non avere supermercati in zone di pregio)…

      Comunque il problema è logistico superabile.

  13. Oltre ad essere troppi, dal punto di vista architettonico vedo che all’estero ne fanno di valorizzazioni esterne ed interne, mentre qui si pensa solo a fare un centro commerciale più grande dell’altro ma non sempre più bello.

    https://www.goeuro.it/blog/10-centri-commerciali-tra-piu-grandi-deuropa/

    https://it.hostelbookers.com/blog/curiosita/centri-commerciali-piu-grandi-al-mondo/

    https://www.travel365.it/centri-commerciali-piu-grandi-del-mondo.htm

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.