Milano | Bovisa – Da alberghiero a residenziale: Green Opificio

Anche alla Bovisa i cambiamenti e il rinnovo proseguono lentamente ma, uno alla volta, si concretizzano (si spera). Un tempo luogo abbandonato e periferico, la Bovisa oggi pare in forte fase di recupero.

Così anche per via Enrico Cosenz 13 è giunto il momento di ritornare in vita. Fermo da anni, (almeno dal 2008/9) era previsto come edificio ad uso alberghiero progettato dallo studio Premoli Silva, poi lo stallo. Ora i lavori sono ricominciati per convertire l’edificio nato come albergo in un innovativo complesso residenziale abbastanza particolare.

Caratteristica e punto “focale” sarà l’iconica scala elicoidale in acciaio che si sviluppa nella parte angolare del complesso e che si arrotola su di un “fuso” posto inclinato, come un ago.

Il residence è provvisto di spazi collettivi: club house, palestra, area giochi per bimbi, sono alcuni degli ambienti a disposizione dei residenti. Servizi innovativi come il collegamenti wi-fi ad alta velocità a disposizione esclusiva dei residenti e collegamento tramite interfono alla portineria che controlla gli accessi al residence sono alcuni dei servizi innovativi offerti da Green Opificio.

 

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Tre immagini di come doveva diventare l’edificio in questione e che mai è stato completato. Studiopremolisilva.it

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Ed ecco come si presentava nel giugno scorso l’edificio in fase di rinnovo.

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4 commenti su “Milano | Bovisa – Da alberghiero a residenziale: Green Opificio

  1. La qualità dell’intervento dipenderà anche da quanto viene riqualificato il contesto circostante.
    L’edificio dai rendering mi piace, ma se poi intorno restano marciapiedi in asfalsto fatti male, auto in sosta selvaggia e poco verde… allora perderà molto del suo fascino.

    1. Esattamente quello che penso io.
      Mi sto stufando di rendering dove è sempre primavera, le persone son tutte giovani e belle, van solo in bici e non c’è mai una macchina parcheggiata.

      Per non parlare degli alberi da progetto dell’Architetto…

  2. Lo trovo veramente bruttarello e, data la zona, non penso che il committente investirà in materiali di pregio per cercare di migliorare il progetto il cui disegno, seppur modificato, tradisce la sua differente destinazione d’uso (sembra un gigantesco Scarpe e Scarpe).

    Solo una significativa e ampia riqualificazione della zona adiacente potrà forse migliorare il progetto (ovviamente l’edificio non cambia ma complessivamente le residenze si presentano meglio sfruttando il nuovo contesto).

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